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La Galleria del suono. Attività di potenziamento - A.S. 2008/2009

All’interno delle attività di
potenziamento rivolte agli studenti delle classi terze, la Scuola
secondaria di primo grado ”G. B. Rubini” ha accolto la sfida di realizzare
il progetto multidisciplinare e sperimentale “La Galleria del Suono”.
Ideato e coordinato dalla musicologa Angela Feola, con la collaborazione
di ARPA di Bergamo e validi specialisti nel settore, il laboratorio si
prefigge l’obiettivo di sensibilizzare i giovani studenti all’evento
sonoro e farli partecipare della triade Suono-Rumore-Silenzio con maggiore
consapevolezza e criticità scientifico-artistica, senza pregiudizi
culturali.
Dopo un iniziale modulo di studio, che ha consentito di
acquisire utili e necessarie competenze umanistiche, acustiche ed
informatiche, i ragazzi sono passati alla fase operativa e creativa. Ne è
risultato un prodotto unico, originale, intelligente e soprattutto corale,
in cui la poesia si sposa con la materia, il suono con l’immagine, la voce
umana con il suono concreto.
Una mostra multisensoriale, che sollecita la nostra tattilità, la nostra
vista, l’udito; immaginazione ed intelletto.
Coordinatrice:
Angela Feola
Esperti:
dott.ssa Sara Aresu, Roberto Giavarini, dott.
Francesco Goglio
Docenti:prof.ssa
Cinzia Cucchi, prof.ssa Manuela Daccò, prof. Luca Fatticcioni, prof.
Maurizio Radaelli, prof.ssa Maria
Teresa Trapattoni
I nostri “Galleristi”:Federica
Aiello, Alessandro Ambrosini, Hadi Arapi, Matteo Asperti, Gentjana Begu,
Marina Ceribelli, Nadia Chahboun, Arianna Chiapparini, Emilio Conti,
Edoardo Consolandi, Luca Delcarro, Edoardo Frigè, Ottavia Galiani, Safa
Ghaddab, Marco Pesenti, Claudio Rachelli, Andreaa Rusconi, Claudiu Simon,
Matteo Suardi, Camilla Ubiali, Elisa Vavassori, Anna Zani
Paesaggi Sonori - Soundcapes
"Soundscape”,
espressione coniata dal compositore canadese Raymond Murray Schafer negli
anni settanta, letteralmente significa “paesaggio sonoro”. Il significato
è piuttosto complesso e i campi di studio e applicazione sono ormai
molteplici.
Noi abbiamo esplorato il concetto di “paesaggio
sonoro” come ambiente acustico che caratterizza una determinata area.
Captando i suoni in alcuni spazi appositamente selezionati,
particolarmente caratteristici e suggestivi, abbiamo ricreato una sorta di
“identità sonora” del territorio di Romano. Anche se raramente vi capita
di prestare attenzione ai suoni che vi circondano, attraverso l'ascolto
“attivo” di questo documento sonoro riscoprirete spazi familiari e già
noti, e potrete apprezzarne per la prima volta le qualità intrinseche e i
dettagli che normalmente vi sfuggono.
Anche se il paesaggio vi è sempre sembrato qualcosa
da percepire esclusivamente o prevalentemente attraverso la vista,
declassando cosi l'udito a un senso di “serie b”, ricordate comunque che
….
NON CI SONO PALPEBRE PER LE ORECCHIE!
Perciò chiudete gli occhi e ascoltate.
Sara Aresu
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4'33'', John Cage (1952)
“Le materie prime della musica sono il Suono e il Silenzio, a integrarli insieme è il comporre. Non ho niente da dire e lo sto dicendo.” (John Cage)
4'33'' è una composizione per pianoforte di John Cage divisa in tre movimenti. Nella partitura è indicato "tacet": il pezzo quindi, dall'inizio alla fine, è caratterizzato da una lunga pausa, che deve durare per l'appunto quattro minuti e
trentatré secondi.
La vostra prima reazione potrebbe essere quella di meraviglia, dubiterete del fatto che si tratti di musica o di semplice provocazione, ma senz'altro dopo l'ascolto resterete in qualche modo affascinati dalla forza comunicativa di questa composizione.
Scoprirete che 4'33'' un senso ce l'ha e , al di là di tutto, si ascolta!
Infatti in questo brano (con un pizzico d'ironia) viene chiarito meglio il concetto di non-silenzio:
la musica è provocata dai rumori involontari o meno dell'esecutore e del pubblico, nonché dell'ambiente circostante.
Tra i partecipanti al laboratorio, 17 ragazzi hanno eseguito il brano, ciascuno per una porzione della durata complessiva. Il video offre questa interpretazione di 4'33'' attraverso un montaggio lineare e dissolvenze incrociate, che presentano, uno dopo l'altro i vari partecipanti per un tempo complessivo appunto di quattro minuti e
trentatré secondi.
Sara Aresu
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